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Monastero Mater Carmeli Biella
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Storia

APPUNTI  DI  STORIA  CARMELITANA

 

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Il monte Carmelo è legato alle gesta del profeta Elia ed è rimasto famoso nella storia del popolo ebraico per la sfida da lui lanciata ai profeti del dio Baal, al tempo del re Acab (IX secolo a.C., cfr. 1Re 18). Nominato spesso nei libri sacri, vi è celebrato come simbolo di fertilità e di bellezza (cfr. Ger 2,8). Esso si erge al centro della Galilea, tra il Mediterraneo e la piana di Esdrelon, per una lunghezza di circa 25 chilometri e raggiunge un'altitudine di poco superiore ai 500 metri. Su questo monte, agli inizi del secolo XIII, un gruppo di uomini pii, pellegrini o crociati, si riunirono in una località, nei pressi della sorgente che si rifaceva al nome del profeta Elia, per condurvi vita eremitica, imperniata sulla solitudine e sulla preghiera. Ad essi, verso il 1210, Alberto, Patriarca di Gerusalemme, dette una Formula di vita, adatta al tipo di vita da loro scelta; quella stessa che, con opportuni adattamenti, è tuttora la magna charta che ispira la vita religiosa dell'Ordine Carmelitano. Il suo punto centrale è costituito dalla meditazione della legge di Dio e dall'abitudine alla preghiera.
storia-monache.jpgUn'altra caratteristica di questo gruppo di eremiti era la costruzione, al centro delle loro piccole abitazioni, dell'Oratorio (che significa appunto "piccola chiesa"), dedicato alla Vergine Maria, invocata, poi, con il titolo del Monte Carmelo. Si trattò non di un fatto casuale, ma di una scelta meditata, significativa di quella devozione fiduciosa e confidente che già distingueva i frati (non certo un fatto insolito per l'epoca) e con il quale il Carmelo si rivolse sempre a Lei nelle vicissitudini e nelle difficoltà, specialmente da quando, verso il 1235, per le precarie condizioni di vita che si erano create in Palestina, gli eremiti furono costretti ad emigrare in Europa.
In quello stesso anno, due religiosi ottennero il permesso di fondare una casa a Valencienne, in Francia. L'immigrazione generale, però, ebbe luogo nel 1238, mentre nel 1241 due gentiluomini al seguito di Riccardo di Cornovaglia tornando in patria condussero con sé alcuni frati del Monte Carmelo e diedero loro due conventi: uno a Hulne, ai confini della Scozia, l'altro ad Aylesford, nella contea di Kent. Anche san Luigi, re di Francia, domandò nel 1245 al Priore del Monte Carmelo sei religiosi e diede loro una casa vicino a Parigi.
Fu allora il momento di richiedere una superiore approvazione della Regola, che i Carmelitani ottennero da Papa Onorio III (30 gennaio 1226), riconfermata da Papa Gregorio IX (1229).
storia-mantomaria.jpgIntanto la Terra Santa veniva progressivamente rioccupata dai musulmani e l'esodo dei Carmelitani verso l'Europa, i loro paesi di origine, fu quasi totale. Qui dovettero adattarsi a nuove condizioni di vita: si riavvicinarono alle città e si profilò l'idea di una vita comunitaria. Si rivolgono, quindi, a Papa Innocenzo IV, per adattare la Regola alla nuova situazione culturale e sociale: e, sull'esempio dei Francescani e Domenicani, l'Ordine si trasforma da eremita in mendicante, da eremo a convento. Il primo ottobre 1247, Papa Innocenzo IV pubblicò la Regola dei Carmelitani.
Alla fine del Medio Evo, specialmente dopo le sofferenze della Chiesa nel periodo in cui i Papi, lasciata Roma, si trasferirono ad Avignone e durante lo Scisma d'Occidente, si sentì ovunque il desiderio e il bisogno di riforme.
Fu così che si vide nella Chiesa realizzarsi una serie di provvedimenti in questo senso e i Concili di Costanza (1414 - 1418), di Basilea (1431 - 1437) e di Ferrara-Firenze (1438 - 1442) sono tappe di questo programma, come pure le grandi opere apostoliche di predicatori di penitenza, quali san Vincenzo Ferreri, san Bernardino da Siena e san Giovanni di Capestrano.
Anche nell'Ordine Carmelitano vi furono monaci e monache che non se ne stettero inattivi, come Bartolomeo Fanti, Angelo Mazzinghi, Giovanna Scopelli, Arcangela Ghirlani, Giovanni Soreth, e Beato Battista Mantovano, il quale diede vita alla cosidetta Congregazione Mantovana. La più feconda delle riforme, ancor'oggi viva, è quella che passa sotto il nome di Riforma Teresiana.

 

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