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Monastero Mater Carmeli Biella
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Attendiamo con Maria

È tempo di Avvento e Maria ci dà modo di riflettere sulla nostra capacità di attesa e di accoglienza del Signore.

L’Avvento infatti  è un tempo forte per fare il punto della nostra  amicizia con Dio. Non rischiamo  forse di  farci assorbire dai ritmi frenetici dei problemi quotidiani e in più degli addobbi natalizi da  attaccare?!

Sentiamo però forte l’ esigenza di spazi di silenzio, spazi di intimità con Dio, un tu per tu prezioso che ci faccia ridire il nostro sì  di fede nella gioia.

Rallegrati piena di grazia, il Signore  è con te.

L’angelo entra nella casa di Maria e la saluta con una formula che la lascia  a bocca aperta.

Ci sono anche nelle nostre giornate delle occasioni in cui Dio ci parla. Attraverso la preghiera, attraverso un povero, un malato, attraverso il marito, la moglie, i figli. Dio sempre manda i suoi angeli a guidarci , a condurci.

Il primo risveglio dell’Avvento potrebbe essere questo: prestare attenzione a questi saluti occasionali che Dio ci invia per bocca di angeli e rimanere in ascolto nonostante il turbamento e la non comprensione che sul momento possiamo sperimentare.


A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo.

Quando la volontà di Dio ci si presenta inaspettata, non pensata, diversa dai nostri progetti o schemi, tutto dentro di noi trema, il turbamento dell’imprevisto, dell’incapacità di saper gestire la situazione nuova.

Ci chiediamo che senso hanno quelle parole che nella preghiera ci hanno colpito, che senso hanno le parole del vangelo ascoltato.

Maria ha provato questo turbamento, questa confusione.

Maria si è interrogata sul senso delle parole dell’angelo.

Maria però è rimasta ferma, non è indietreggiata, non si è ritirata in fuga.

E allora l’angelo ha potuto dirle: Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.


Quando nella preghiera, cioè nell’ascolto della parola di Dio, nell’ascolto degli avvenimenti della nostra vita, percepiamo un particolare saluto di Dio, una sua richiesta , una sua proposta, al  nostro turbamento per la  novità Dio risponde con la carezza di un “non temere”. Il Signore conosce il nostro cuore, sa che la paura è sempre in agguato per bloccarci e toglierci la fiducia in noi stessi, negli altri e perfino in Lui. Allora ecco che Lui ci rassicura: tu hai trovato grazia presso di me, non temere.

Come viene detto a Giosuè prima di entrare nella terra promessa: se non avrai paura non temerai nulla.

Il segreto dell’abbandono fiducioso alla volontà di Dio è questa mancanza di paura. Cosa possiamo temere da un Dio che come scrive S.Paolo:

ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.

In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo

per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,

predestinandoci a essere per lui figli adottivi

mediante Gesù Cristo,

secondo il disegno d’amore della sua volontà.

Ci ha benedetti, ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati.

Maria la chiamiamo  Immacolata, tutta santa. Dio ha scelto ciascuno di noi per essere santi e immacolati: che grande mistero!

La nostra opacità diventa luminosa con l’accoglienza della nostra figliolanza divina. Dio ci rende simili a Lui. Il Padre il Figlio e lo Spirito vengono ad abitare in noi e così noi, ciascuno di noi, ciascun uomo diventa tempio di Dio.

Maria viene chiamata ad essere Madre di Dio:

concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.

Noi con Maria siamo chiamati ha concepire in noi questo Dio che viene.

Concepire nel senso di dargli vita, accoglierlo, dargli spazio. Lui c’è, viene in noi in ogni momento, ma attende noi per venire alla luce.

Quando diciamo : questa idea non la concepisco! Quell’idea vuol dire che non sta nella nostra mente, nel nostro pensiero, non ci appartiene, non la sentiamo nostra.

Avvento è il tempo di accogliere nuovamente questa proposta di Dio rivolta  a ciascuna di noi: concepire , dare spazio, ammettere in noi una presenza da portare alla luce nelle nostre giornate e chiamare per nome nei tanti avvenimenti delle nostre comunità, del nostro apostolato.

Come avverrà questo?

È la domanda classica che ognuno di noi pone al Signore. Sento la tua volontà, intuisco dov’è il bene, la strada da percorrere, ma come avverrà questo? umanamente è impossibile, umanamente è difficile.

Lasciamoci avvolgere dall’ombra dello Spirito. Se l’Altissimo pone il suo sguardo su di noi tutto è possibile!

E allora ciò che nascerà attraverso i gesti  e le parole  di amore della nostra vita sarà santo.


Maria ci aiuti a ripetere con lei: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola», e allora la nostra attesa del Natale sarà feconda!

 

Le  vostre Sorelle Carmelitane
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