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Monastero Mater Carmeli Biella
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Elia profeta, l'uomo di Dio

Ardo di zelo per il Signore...

elia001.jpgSi prova sempre una sensazione strana quando ci si avvicina a dei grandi personaggi: si coglie la distanza, sembrano solo da guardare e neanche da poter imitare, tanto le loro storie sono diverse dal nostro vissuto.

Elia è il fratello di tutti.
Uomo normale pur nella diversità ed esemplarità delle sue situazioni di vita.
Elia è il profeta vissuto 800 anni prima di Cristo. Le sue gesta sono raccontate nei libri dei Re, contenuti nella Sacra Scrittura. Racconti semplici, ma carichi di Spirito.

Elia è il profeta che arde di zelo, cioè di passione, per il suo Signore.
È l’uomo di Dio ricco di entusiasmo per la missione che gli è stata assegnata.
Egli porta fino all’estremo il suo desiderio di testimoniare che la bellezza della vita è liberarsi dai tanti idoli e idoletti che riempiono il cuore, per consacrarsi al culto del Dio vivente, cioè per rimboccarsi le maniche e lavorare per Dio.

Elia è l’uomo della grande forza, ma anche della grande debolezza e paura.
Nel suo cammino trova un inciampo: non sa più perché sta vivendo, lo scoraggiamento entra nelle sue ossa, si inoltra nel deserto desideroso di lasciarsi morire…una morte leggera, stordito dal sonno e dal sole, così da non più pensare, così da non doversi più mettere in ascolto di quella Voce interiore che inizialmente lo aveva affascinato.

Ma il Signore è più forte di ogni nostra ribellione, di ogni nostra stanchezza e mentre Elia gli dice: “Signore, lasciami morire, dimenticati di me!” , il Signore con la sollecitudine di un Padre buono trova modo di rifocillarlo nel corpo e nello spirito perché si rianimi.

Elia, forte di quel cibo che è la misericordia continua di Dio, si rianima, i suoi occhi tornano a scrutare l’orizzonte, esce così dalla fossa che si era scavata e comincia  a camminare verso la Speranza.
Un cammino lungo – quaranta giorni e quaranta notti – un cammino che è la pienezza della vita. Al termine c’è una montagna, il luogo dell’Altitudine, dove la preghiera diventa ossigeno vitale.

Ancora una volta Elia viene preso dalla paura e si nasconde dentro una grotta: meglio la sicurezza di un piccolo rifugio che rimanere in bilico su un crepaccio!

È l’istinto di sopravvivenza che tante volte rischia di tarparci le ali! Con Dio bisogna osare altrimenti rimarremo sempre chiusi nelle nostre grotticelle, ma poi come potremo vedere spazi nuovi nella nostra vita?

Elia si fida, esce dalla grotta e il Signore lo raggiunge.
Il linguaggio di Dio è unico, nuovo per ciascuno di noi: non c’è cellulare o email per le sue comunicazioni, non ci sono terremoti o fatti eccezionali, c’è da ascoltarlo nel mormorio di un vento leggero…quel mormorio che emerge nel nostro cuore quando riusciamo ad essere coraggiosi e rimaniamo in silenzio con noi stessi.

Per noi Carmelitane Elia profeta è il Padre ispiratore: guardiamo a lui e amiamo  Dio con lo stesso amore ardente!

 

Le  vostre Sorelle Carmelitane

 

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