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Monastero Mater Carmeli Biella
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Essere donna consacrata oggi

Da un dialogo in parlatorio con un gruppo scout

È scelta che viene da una chiamata, da una proposta di Dio.

Allora la prima cosa da domandarsi è: per me Dio esiste? E, se esiste, è importante per me? Ma quanto importante?

Non nasciamo già "monache", cioè non nasciamo condizionate e obbligate a questa scelta , ma nel percorso di vita, nella ricerca della nostra strada e della nostra realizzazione, sopraggiunge un momento in cui si apre una finestra e questi interrogativi si fanno presenti nel cuore.

Accetto che Dio esista. Ok. Metto in conto che Lui ha pensato qualcosa di bello per me già dagli inizi del mondo. Cioè , io non esistevo e Lui pensava a me. Che bello questo pensiero!

Sono circondato a volte da persone da cui non mi sento considerato e invece Dio mi considera senza che io abbia iniziato a considerare Lui!

Il progetto di amore di Dio è scritto dentro di noi. E' un suggerimento di felicità. È una mission speciale che Lui ci affida. Non siamo costretti ad accettarlo. Per lo meno, però, è cosa intelligente prenderlo in considerazione.

Se vogliamo salire una montagna ci informiamo prima sul sentiero da percorrere e accogliamo i suggerimenti delle guide esperte che sanno indicarci il percorso più breve, più sicuro e più bello. Poi noi rimaniamo liberi di salire anche dal sentiero più impervio oppure di non salire per niente. Dio propone. Il libero arbitrio dell'uomo - sempre dono di Dio - sceglie la risposta. Non c'è nessuno perciò che possa dire di non avere un progetto di vita, di essere inutile a questo mondo.

Nel nostro caso la proposta di Dio è stata per un tipo di vita un po' speciale. Una vita sprecata all'interno del Monastero? Se abbiamo imparato solo a conteggiare facendo 1 + 1 certamente è vita sprecata. Che cosa rende rimanere chiusi in monastero? Cosa posso fare di bene per gli altri se gli altri non li raggiungo?

La soluzione sta nel tenere in conto che non esiste solo quello che si tocca , ma esiste un mondo interiore , esistono dei sensi interiori che il più delle volte non vengono utilizzati. Non sono poteri paranormali, ma sono quella parte di noi essenziale , vitale, che non sempre sviluppiamo a modo. Non è forse vero che l'amicizia di un amico vero la si sente anche a distanza quando l'amico è lontano? Se una persona ci vuole bene non ci sentiamo sorretti dal suo affetto anche se fisicamente lontani?

Il nostro agire per il bene fattivo del mondo si realizza nella dimensione dell'amore e quindi è presenza invisibile ma reale e palpabile. Molto più perché l'amore che noi desideriamo trasmettere non è solo il nostro. Quanto amore può racchiudere il cuore dell'uomo?

Per quanto si dilati rimane sempre amore umano e quindi limitato. In una ideale catena di solidarietà Dio ci chiama a stare vicino al fuoco del Suo amore perché altri toccando noi , cioè venendo a contatto diretto o a distanza con il Monastero, si scaldino a loro volta.

Il Monastero, con le persone, che vi abitano funge un po' da segnale stradale: una freccia rivolta verso l'esistenza di Dio. Un cartello che è una provocazione, quasi a voler dire: "noi ci crediamo e siamo felici, volete provare anche voi?".

Dato che il dono di Dio ci raggiunge nella nostra umanità , non annulla la nostra umanità, non ci rende super-donne prive di problemi, di debolezze, di desideri, ma ci propone di vivere questa nostra umanità, compresa la fragilità, alla luce dell'amore che Lui ci ha dichiarato. Un amore che rimane fedele per sempre, che non fugge, che non si scandalizza, un amore che è propositivo, che fa crescere e maturare.

Ci alleniamo a leggere le nostre fragilità come luogo dell'incontro con la misericordia di Dio, opportunità di cambiamento e non dimensione di angoscia o frustrazione.

Anche i desideri belli che ogni donna porta nel cuore e segnati naturalmente nel suo corpo, come la maternità, non sono soppressi da Dio. Il Signore non è Dio della morte, ma della vita. Ma a noi suggerisce di vivere questa maternità in modo spirituale perché possiamo così abbracciare non solo due, tre , quattro figli, ma un numero smisurato che solo in parte forse conosceremo, ma che sappiamo essere presenti nel mondo.

Maternità è volere il bene dell'altro; è donarsi senza tempo e calcolo; è scelta per la vita; è trasmissione di valori sani; è sguardo verso il futuro per preparare la strada e liberarla da inciampi; è consolazione negli sbagli, sostegno nel dolore, condivisione della gioia.

Il nostro essere donne consacrate oggi vuol essere tutto questa a nome di Dio e con Dio.

le Sorelle Carmelitane

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