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Monastero Mater Carmeli Biella
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Teresa di Gesù - 1

L'esperienza contemplativa che trasforma la vita.

Esperienza di interiorità. 

teresagesu_01.jpgIl Carmelo: esperienza di Dio

Il carisma carmelitano, cioè il dono che Dio elargisce ai carmelitani, è vivere l'esperienza della fede e della carità con purezza di cuore e di sperimentare la dolcezza della gloria celeste e la bellezza della sua potenza . L'atteggiamento che schiude al carmelitano questa vita soprannaturale è quello contemplativo. San Paolo sostiene che il cristiano rinato dall'alto vive un regime di vita nuovo: una nuova alleanza riversata nei cuori (cf. Rom 5, 5) e scritta con il dito dello Spirito Santo (cf. 1 Cor 3, 3-6). Questo Spirito che vive nei cuori agisce liberando e trasformando l'uomo riproducendo in lui l'immagine di Gesù Cristo. La definizione più bella adatta a descrive l'atteggiamento contemplativo ce la offre S Paolo: "Il Signore è lo Spirito e dove c'è lo Spirito del Signore c'è libertà. E noi tutti a viso scoperto riflettendo come uno specchio la gloria del Signore veniamo trasformati in quella medesima immagine di gloria in gloria secondo l'azione dello Spirito del Signore" (2Cor 3, 17-18). La contemplazione che è il cuore del carisma carmelitano produce in primo luogo una liberazione profonda iniziando dal cuore per raggiungere poi tutti i reparti della vita: "Dove c'è lo Spirito c'è libertà". Riflettendo sulla Parola e meditando le opere di Gesù, gustando interiormente l'amore di Dio e il volto del Padre, "Veniamo trasformati in quella medesima immagine". Questo atteggiamento contemplativo produce cioè una liberazione sempre più profonda e una progressiva crescita nell'amore: "Di gloria in gloria secondo lo Spirito del Signore". È lo Spirito Santo dunque che prendendo possesso di noi, ci cambia progressivamente, ci converte migliorando la nostra vita, ogni volta che assumiamo un atteggiamento di apertura contemplativa.

C'è una vita spirituale?

 Chi ha fatto l'armonia del cosmo e le profondità dei cieli? Il colore della luce e la varietà dei suoni? Chi può aver progettato la bellezza del fiore, della rosa e del tulipano? Quale potenza d'immaginazione e di creatività poteva mai escogitare e realizzare l'originale susseguirsi delle stagioni, con i suoi colori e i suoi sapori? Chi ha potuto progettare l'armonico sviluppo del corpo umano? Chi può colmare l'infinito desiderio di amore e di felicità insito nel cuore umano? Una mente sincera e uno sguardo limpido colgono con facilità nel meraviglioso disegno della creazione la presenza del mistero di Dio. In questo atteggiamento di apertura dove i sensi dell'uomo, l'udito, la vista, il gusto, l'immaginazione e anche l'intuito della ragione, sono rivolti verso il mistero, l'uomo scopre che è Dio stesso a venirgli incontro. L'uomo può incontrare Dio, perché Dio stesso gli viene incontro: "Il verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi e noi vedemmo la sua gloria" (Gv 1, 14). Gesù rivelò la gloria del suo tratto messianico solo dopo l'unzione dello Spirito Santo che scese su di lui nel giorno del battesimo. I suoi primi anni di vita furono avvolti nel silenzio, mentre gli anni che seguono il battesimo saranno caratterizzati dalla luce e dalla potenza dei segni e dei miracoli. Gesù rivela il suo amore sanante che, come una onda di luce, si diffonderà fino alla fine dei tempi. Lui è il consacrato in Spirito Santo e potenza che passava facendo del bene, risanando tutti coloro che erano sotto il potere del diavolo (Atti 10, 38). I discepoli osservando, contemplando la gloria di Gesù si aprono ai tempi e all'azione dello Spirito Santo. Una semplice donna potè sperimentare la potenza della grazia di Dio scorrere nel suo corpo grazie al rapporto personale realizzato nella fede in Gesù: "Se io riesco anche solo a toccare il suo mantello - disse la donna - sarò guarita. Con questa idea si mise in mezzo alla folla, dietro a Gesù e arrivò a toccare il mantello. Subito la perdita di sangue si fermo ed essa si sentì guarita" (Mc 5, 28-29). L'uomo dunque può avere un esperienza di unione con Dio: lo vediamo nei vangeli. Vita soprannaturale e unione mistica con Dio che inizia il giorno in cui l'uomo entra in contatto con Gesù, ma che deve svilupparsi attraverso il cammino di sequela di ogni giorno.

Fai silenzio e prega

  • Prendi un fiore, una foglia! Osservali! Ascoltati! Prova a spingere lo sguardo in alto, osserva i raggi del sole o la volta stellata! Ti sentirai avvolta da una presenza! Stai in silenzio e ascolta il tuo cuore, cerca di capirne i sentimenti!
  • Se le cose intorno a noi sono tanto belle, quanto più bella sarà la gloria, la delicatezza, la dolcezza e l'umiltà di Dio?
  • Ascolta le parole di Gesù e assaporane il significato, chiudi gli occhi e prega. Chiedi di poter vedere le meraviglie di Dio: "Signore schiudi a me tuo figlio la bellezza del mondo dello Spirito"

 

teresagesu_02.jpgUna vita spirituale anche per l'uomo di oggi?

L'uomo di oggi non potrebbe incontrare Gesù, se Dio non avesse riempito tutti i tempi con la sua risurrezione. Con la risurrezione di Gesù avvenuta per opera dello Spirito Santo (cf. Rom 1, 1- 4) Dio può raggiungerci ovunque e sempre (cf. Mt 28, 20). Questa vita Gesù la effonde dal cielo (cf. Atti 2, 32-33) su coloro che pregano e ascoltano (cf. Atti 1, 8). L'effetto principale che l'ascolto attento del messaggio di salvezza produce è il dolore dei peccati (cf. Atti 2, 37). Il frutto di questa compunzione non è però la sofferenza o il senso di colpa, ma il cambiamento di vita nella ricezione del dono dello Spirito Santo (cf. Atti 2, 41). L'uomo di oggi che vive in atteggiamento di ascolto, di fede e di preghiera, sperimenta il cambiamento di se stesso. Sente la vita di Dio dentro di sé diventando figlio (cf. Gv 1, 12-13). Questo può avvenire perchè riceve la stessa vita divina che era in Gesù (cf. Gv 15, 4-6). Teresa d'Avila nota che proprio nel tratto di amicizia con Dio avvengono le cose più belle nell'anima.  La salvezza che arrivò alle persone al tempo di Gesù, noi la riceviamo oggi soprattutto nei sacramenti. Ogni cristiano deve chiedere e cercare di gustare la grazia di Dio - come si osserva nel Vangelo - in modo "quasi palpabile". Il cristiano è una persona che nel battesimo ha ricevuto la medesima unzione di Gesù Cristo, per questo motivo ognuno secondo la sua capacità può ripercorrere la medesima esperienza spirituale di Cristo. Questo innesto in Cristo schiude un numero svariato di esperienze carismatiche e di stili di vita fino alla fioritura mistica. S. Paolo dirà: "Non sono io a vivere, ma Cristo vive in me" (Gal 2, 20). Ogni cammino di vita spirituale si deve perciò confrontare con il Maestro divino. Gesù ci rivela che tale vita di interiore unione con lo Spirito Santo presenta delle fasi, dei momenti di emergenza e di risveglio, ma anche dei momenti di oscurità a cui bisogna rispondere con atteggiamenti fermi e ben precisi. Tutto avviene nella vita.

 

Prega in silenzio e rifletti

  • Sono consapevole che Gesù è risorto e mi precede nelle mie vicende per incontrarmi, coltivo un tratto di amicizia con Lui?
  • Ascolto con attenzione la sua Parola? Prego usando le parole del Vangelo?
  • Vivo i sacramenti con fede viva? Desidero riceverli con amore? Cerco di approfondire il loro significato?
  • Quale stile di vita conduco? È conforme alle scelte morali di Gesù? Sono uomo pacifico, non violento, amante della vita, gioioso, servizievole?

 

L'itinerario dello Spirito

La vita spirituale cresce insieme alla persona. Essa come la vita naturale ha i suoi tempi e i suoi sviluppi. Sono i tempi dell'anima. La Rivelazione ci insegna che Gesù crebbe in età, sapienza e grazia (Lc 2, 52). Ma come nasce, cresce e si trasforma un anima nella grazia di Dio? Osservando la vita di Gesù e la vita di S. Teresa d'Avila possiamo ricavare alcuni preziosi insegnamenti.

 

Dio ti ha creato con una interiorità!

Gesù Cristo scende dall'alto e si incarna per la potenza dello Spirito Santo nel grembo della Vergine Maria (cf. Lc 2, 34-38). La seconda persona divina scende dal cielo per assumere anche la natura umana. Dio immutabile decide di sperimentare i tempi e la crescita dell'uomo immergendosi nella realtà del mondo fisico. Quello che Dio poteva conoscere nella sua onniscienza, lo ha voluto conoscere per via d'esperienza. Gioia e sofferenza, amore e odio adesso vengono sperimentate in un corpo di carne. È rivelazione divina che ogni anima esca dalla mente di Dio (cf. Ef 1, 4); l'anima discende dal cielo per immergersi nel mondo fisico e così diventare una persona umana. Questa anima che è simile a un castello o a un diamante (cf. Castello interiore , cap. 1, 1) viene affidata a un uomo e a una donna. Ogni persona comincia il cammino terreno ereditando la storia dei genitori e incontrerà Dio grazie all'educazione di una comunità. Ogni uomo prenderà coscienza di sé, farà esperienza di interiorità, dovrà riconoscere e capire di avere una anima (cf. Castello interiore, cap. 1, 1). E per rinascere dall'alto e avere una vera vita spirituale chiedere di essere "unto" di Spirito Santo nel battesimo. Teresa nasce ad Avila il 28 marzo 1515 e riceve il battesimo il 4 aprile dello stesso anno. Rimane orfana di madre all'età di 12 anni; deve imparare a vivere con tratto concreto la difficile situazione familiare condividendo la vita con il papà, tre sorelle e nove fratelli. Percepisce la sua interiorità già all'età di sei o sette anni grazie all'educazione dei genitori che leggevano le vite dei santi nei momenti di ricreazione, stimolata anche dal loro semplice ma profondo esempio cristiano. Dirà Teresa: "Avere genitori timorati di Dio unitamente a tutto il favore che il Signore mi concedeva mi sarebbe bastato per crescere buona" (cf. Vita  1, 1). Teresa faceva esperienza di interiorità e, grazie a quelle letture, sentiva il suo Signore nel profondo di se stessa. I bambini i cui genitori non leggono mai le vite dei santi e che non vivono gli insegnamenti della Bibbia, che non stimolano i loro figli ad avere fede, con difficoltà riusciranno a far capire loro l'importanza di sperimentare la propria interiorità. Difficilmente sapranno "chi sono " veramente; e "che valore" abbiano dinanzi a Dio. Un difetto che taluni si portano fino alla fanciullezza è quello di non riuscire mai a spostare l'interesse dalle cose esteriori a quelle che stanno dentro di loro: "E' causa di non poca pena e vergogna il fatto che per colpa nostra, non riusciamo a capire noi stessi né a sapere chi siamo" (Castello interiore, cap. 1, 2). Ogni battezzato dovrà quindi prendere coscienza che un Re tanto grande, vive nel centro del suo castello, nel centro della sua anima e che tale realtà lo rende figlio di Dio: "Consideriamo dunque che questo castello, come ho detto contiene molte dimore, alcune in alto, altre in bassa ed altre ai lati. Nel centro, in mezzo a tutte si trova la principale, che è quella nella quale si svolgono le cose di maggiore segretezza tra Dio e l'anima" (Castello interiore, cap. 1, 3).

 

Prega in silenzio e rifletti:

  • Sono consapevole di essere uscito dalla mente di Dio e di essere stato immerso nel mondo della realtà fisica per dono di Dio e per l'amore dei miei genitori?
  • Ringrazio Dio per avermi dato un corpo meraviglioso, da rispettare e da curare. Ringrazio Dio per il dono delle mani, dei piedi, per il dono della bocca e di ogni altro aspetto del mio corpo?
  • Vivo nella consapevolezza che dentro di me esiste un universo meraviglioso e sconfinato dell'interiorità altrettanto grande e spazioso di quello fisico che devo conoscere e rispettare?
  • Sono consapevole che dal giorno del Battesimo è iniziato accanto al viaggio nel mondo fisico, anche l'immersione nel mondo della realtà spirituale?

 

P. Nicola Sozzi, ocarm 

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