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Monastero Mater Carmeli Biella
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Maria Maddalena de' Pazzi (25 maggio)

27450b.jpgLa vita, la storia 

Maddalena de' Pazzi, una grande santa, nel cui cognome, riandando a un po' di storia fiorentina, si riconosce il nome della nobile casata che nel 1478 si era fatta promotrice della famosa congiura per abbattere in Firenze il predominio della famiglia de' Medici.
Nata il 2 aprile 1566, fu battezzata col nome di Caterina, ultima di quattro figli e unica femmina, accrebbe la fama della famiglia con la sua santità che avrebbe  superato di molto i confini della sua città.
Caterina fin dall'infanzia manifestò il suo temperamento sensibile e capace di aprirsi a tutti. Durante l'estate, quando la famiglia si spostava nel perugiano per le vacanze, si ritrovava volentieri con le bambine della sua età alle quali insegnava "le cose di Dio"; questa passione di rendersi utile agli altri l'accompagnerà e fiorirà in tutte le età della sua vita. Cresciuta in un ambiente agiato, fu educata cristianamente, e sin dai primi anni ci fu in lei una particolare sensibilità verso il soprannaturale. Quando la mamma rientrava dalla Messa, Caterina le stava vicino dicendo di "sentire in lei il sapore di Gesù".
A soli 10 anni, (all'epoca era un fatto quasi straordinario) il 25 marzo 1576, ricevette la Prima Comunione, e il giovedì santo di quell'anno, si donò per sempre a Gesù con una promessa di verginità.
A 17 anni, entrò nel monastero delle Carmelitane di Santa Maria degli Angeli, prendendo il nome di Maria Maddalena. Condusse una vita di preghiera che si concretizzò nel totale dono di sé; fu provata nello spirito da lunghi periodi di aridità spirituale e nel corpo da varie malattie, come durante il noviziato quando fu quasi in punto di morte, tanto che le venne concesso di anticipare la professione solenne.
Ebbe esperienze estatiche, che si susseguirono per molti anni, con scene di intensa familiarità divino-umana, come lo scambio del suo cuore con quello di Gesù, le stigmate invisibili, le nozze mistiche, dopo le quali, però, Maddalena ritornava tranquillamente nell'umiltà e ordinarietà del suo quotidiano.
Queste grazie straordinarie, sono  descritte in  cinque volumi di manoscritti, opera di alcune delle sue consorelle che annotavano i suoi gesti e le sue sorprendenti parole. (Sono parole sorprendenti, anche perchè Maddalena usava  durante le estasi, un linguaggio colto, "specialistico", di gran lunga superiore al livello della sua istruzione). Questi resoconti, da lei letti  e corretti, e che acuti teologi studiano dal  punto di vista  dottrinale, contengono come messaggio centrale l'invito appassionato a ricambiare e a partecipare all' amore di Cristo per l'uomo, testimoniato dalla sua Passione.
Vivendo in preghiera, si dedicò alle giovani novizie, in seguito  venne eletta vice-priora, diventando per le sue consorelle guida verso la pienezza dell'amore.
Avvertì nel suo spirito l'urgenza di promuovere la "rinnovazione della Chiesa" (iniziata dal Concilio di Trento). Sentiva che la Chiesa aveva bisogno di un rinnovamento e in tal senso scrisse lettere al Papa, a Vescovi e Cardinali,e offrì più volte la sua vita per i sacerdoti, affinché fossero davvero "altri Cristi" capaci di illuminare e portare la sua Parola, attraverso l'Amore testimoniato con gioia e fedeltà.
Seguendo la Regola Carmelitana, era molto devota alla Vergine Maria sentendosi particolarmente attratta dalla sua purezza.
Finito il tempo delle estasi comincerà per Maddalena la stagione del puro dono di sé, attraverso prove del corpo e dello spirito. Offrì tutto al Signore, nel desiderio di assomigliare e condividere sempre più la vita del suo Sposo crocifisso per amore.
La venerazione verso Maddalena ebbe inizio a Firenze subito dopo la morte che avvenne il 25 maggio del 1607. Fu beatificata nel 1626 da Urbano VIII e canonizzata il 28 aprile 1669 da Clemente IX.
Le spoglie di santa Maria Maddalena si venerano nell'omonimo monastero, a Firenze.

Oh Maria, gli occhi tuoi gettono                                                              
splendore di purità...
Oh purità, oh purità, oh purità!
Non fu mai, né mai sarà umiltà senza purità, né purità senza umiltà.
Oh purità, oh purità, oh purità! E' cosa tanto degna, tanto grande e
incomprensibile, che la creatura non è capace e non la può intendere.
Le stelle, il sole e la luna perdono lo splendore alla purità di Maria.
La purità se ne sta dentro l'anima ed è una cosa tanto alta e grande
che le creature da sé con arte non la possono acquistare,
 se Dio per la sua liberalità non la infonde nell'anima.
Oh purità, oh purità, che sei tanto bella! In te il Padre si immerge, il Figliolo vi si
nutrisce, lo Spirito Santo vi esulta, Maria se ne compiace.

 

Per approfondire

Paola Moschetti, Grido dell'amore. Vita e spiritualità di santa Maria Maddalena de' Pazzi , Città Ideale, 2006.
Emanuele Boaga, La Signora del luogo, Ed. Carmelitane, Roma, 2001.
Emanuele Boaga, Celebrare i nostri santi, Ed. Carmelitane, Roma, 2009.
Bruno Secondin, Santa M. Maddalena de' Pazzi. Una mistica che sa ascoltare e annunciare , Graphe.it, 2007
Proprio della Liturgia delle Ore dell'Ordine Carmelitano, Roma 2004.
Santi e beati
Provincia romana dei Padri Carmelitani Scalzi

 

La preghiera carmelitana

 La liturgia attuale è tutta presa dal proprio. I temi nei testi della Messa sottolineano la partecipazione della santa all'opera di salvezza di Cristo. La prima lettura dal Cantico dei cantici (5,6c. 8,6-7) richiama le grazie mistiche che accompagnarono la vita di Maddalena, il salmo (117) indica il suo cammino percorso tra notevoli difficoltà, superate con la fede e l'aiuto di Dio; il brano del Vangelo (Lc 10,38-42), che narra l'episodio di Gesù ospitato in casa di Marta e Maria a Betania, dice la scelta migliore di S. Maddalena, nel suo essere fedele discepola di Gesù nell'ascolto e nella pratica della sua parola di vita.
Nel Prefazio si loda Dio per aver colmato questa sua figlia dei carismi dello Spirito, ai quali ella rispose con l'amore a Cristo e alla Chiesa sua sposa, per la cui santità pregò con insistenza, desiderando una provvidenziale riforma per i pastori e per i fedeli.
Come prima lettura dell'Ufficio troviamo ancora un brano del Cantico dei cantici, che richiama la dimensione di amore sponsale con Cristo, nella seconda lettura vi è un brano della Santa tratto dal Libro dei colloqui «della rivelazione» e «della probazione» che descrivono l'amore appassionato di Maddalena allo Spirito Santo, che viene ad unire l'anima a Dio. Alla preghiera delle Lodi si fa memoria di alcuni fondamentali misteri di cui la Santa fu devotissima: la nascita di Gesù, il valore del suo Sangue, il dono dello Spirito, la Chiesa sgorgata dal costato di Cristo in croce. Al vespro si prega con le intenzioni più frequenti per Maddalena: perché la Chiesa sia assistita dallo Spirito, per i sacerdoti, perché siano autentici testimoni del Vangelo; per l'Ordine del Carmelo, perché vi regni la vera fraternità; per tutti coloro che partecipano all'Eucaristia, perché cresca in essi la vera carità.
  

Proposta

Proponiamo alcuni pensieri tratti dai manoscritti originali di S. Maria Maddalena come spunto di riflessione e preghiera.
 

La Sapienza ha edificato il trono dell'Altissimo, nel qual trono si riposa il Verbo. Con una eterna sapienza siede sopra questo trono invitando, anzi sforzando le creature perché vogliano ricevere il dono dello Spirito Santo. Va pulsando a tutti, va dolcemente battendo, ricercando che ognuno si disponga  a ricevere questo dono. Va soavemente cantando con dolce pianto, va giubilando piangendo, ricercando che ognuno sia disposto a ricevere questo dono. Ammiri l'intelletto, noti la volontà, intenda la memoria tal vista dello Spirito che si infonde nell'anima. Si infonde questo Spirito procedente dal Padre e dal Verbo, in un modo tanto soave nell'anima che non è inteso, e per la sua grandezza da pochi stimato; e arreca nell'anima la potenza del Padre, la sapienza del Figliuolo. E l'anima così potente e sapiente, si rende atta a mantenere in sé questo degno abitatore (RE, 61).

 

Il movente Spirito va partendosi dall'essenza del Padre, dal compiacimento del Verbo, dallo splendore degli angeli e dalla purità degli spiriti beati. E viene come fonte diffondendosi nell'anima e l'anima si annega in lui. Ccome due fiumi sboccando si uniscono insieme, al punto che il minore di essi lascia il suo nome, cioè perde il nome pigliando quello del maggiore, così fa questo Spirito divino, quando viene nell'anima per unirsi con lei. Ma bisogna che essa, che è la minore, perda il nome e lo lasci allo Spirito Santo. E deve far questo col trasformarsi tanto nello Spirito da divenire con lui una stessa cosa (RE200).

 

Preghiamo

O Maria Maddalena,
tu che hai sperimentato in un crescendo di profondità
che l'amore del Signore è forte come la morte,
ottieni anche noi la santa audacia e l' assetato desiderio
di abbeverarci alla fonte inesauribile dell'amore di Cristo,
che chiama tutti,ciascuno per nome,
dolcemente, instancabilmente,
a ricevere il dono del suo Spirito
che è amore, gioia, pace, che è vita in abbondanza!

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