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Monastero Mater Carmeli Biella
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Chi dite che io sia?

Solennità dei Santi Pietro e Paolo apostoli

pietropaolo_01.jpgQuesta professione di fede: «Chi dite che io sia?». Ecco, Gesù voleva capire, recuperare il senso della fedeltà e del¬la motivazione di queste persone: Per quale motivo voi mi seguite? Perché faccio dei miracoli? Perché ho sfamate delle folle? Perché continuo a sfamare delle folle? Perché li guarisco? Perché i sordi sentono? Perché i ciechi vedo¬no? Perché gli zoppi camminano? Voi venite per questo? Perché vi aspettate qualcosa di grande? Quando ristabilirai il tuo regno? Ecco cosa desideravano. Dentro di loro c’era questa voglia di liberazione. Volevano che Gesù diventas¬se il condottiero, il liberatore di Israele, per ridare splen¬dore al popolo eletto, per soggiogare gli altri popoli.

Qual è il motivo per cui seguo Gesù? Qual è il motivo per cui io vado a Messa? Seguo Gesù Cristo? Faccio medita¬zione ogni giorno? Mi impegno ad essere disponibile con i più bisognosi e le persone più povere? Qual è il motivo? Gesù ci interroga: perché fai questo?

Quanto è importante chiederci perché facciamo certe cose! Le motivazioni sono importanti. Le intenzioni con le quali facciamo certe cose sono importantissime! Con quali in¬tenzioni io mi impegno, faccio parte di quel gruppo, fre¬quento quella comunità, tengo quei rapporti, spendo il mio tempo? Qual è il motivo di tutto questo? È un motivo vali¬do? È un motivo cristiano? È un motivo plausibile? Accet¬tabile cristianamente? Oppure è per abitudine? Oppure è per convenienza? Oppure è per simpatia? Non sono motivi sufficienti questi. Non possiamo seguire Gesù per simpa¬tia, per convenienza, perché abbiamo un certo timore, per¬ché tutto sommato ci troviamo a nostro agio. Anche per¬ché ci troviamo a nostro agio, ma non prima di tutto per questo. perché Lui è Figlio di Dio. “Tu sei il Cristo, il Fi¬glio di Dio”. “alcuni dicono Giovanni Battista, altri Elia, altri uno dei profeti”. Per cui noi non possiamo solo stare a sentire quello che dicono gli altri: Gesù Cristo è un buon uomo, Gesù Cristo è qualcuno che si incontra, qualcuno che si occupa di noi, qualcuno che ci ama, ma oltre a que¬sta affermazione, molto spesso non si va. Ecco quante di¬vagazioni inutili: “Alcuni dicono che è Giovanni Battista, altri Elia, altri uno dei profeti”.

Per cui è facile, ecco, lasciarci, lasciarci condizionare dal temperamento, dalla mentalità degli altri; è facile che il nostro cammino di fede sia inquinato da un certo modo di fare delle persone, degli amici magari che conosciamo, ecc. Noi vogliamo invece avere una concezione esatta, che non è frutto, naturalmente, di uno studio particolare, ma è frutto di una esperienza, è frutto di un dono dello Spirito del Signore. È Dio che dandoci lo Spirito ci fa capire an¬che chi è Gesù Cristo per noi. “Tu sei il Cristo; Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. E impose loro, severa¬mente, di non parlare di Lui a nessuno”. “Ma Egli rispose: «E voi chi dite che io sia?» A differenza degli altri, Pietro era riuscito a dare una risposta giusta. Ha capito chi era Gesù; ha letto nel cuore di Gesù; lo amava sinceramente. Si capisce tanto quanto si ama. Si comprende tanto quanto si ama. Pietro, amava Gesù, certamente; è un po’ avventa¬to il suo amore; è un amore alle volte un po’ presuntuoso; non teneva conto delle proprie debolezze, ma fondamen¬talmente c’era questo amore. Quell’amore che Gesù gli chiederà ancora dopo la sua risurrezione: “Pietro mi ami tu?”. “Sì, Signore, tu lo sai che ti amo”. “Pietro mi ami tu più degli altri?”. “Signore, ma tu lo sai che ti voglio bene”. “Pietro” per la terza volta “ mi ami tu più di costoro, più di tutti? Sono il centro della tua vita?”. “Signore, tu sai tutto, tu sai che ti amo”, con le mie poche forze, con la mia de¬bolezza, con le mie miserie, ma vorrei davvero non tradirti più. Per cui deve scattare questo meccanismo di amore per capire Gesù Cristo. Dobbiamo invocare lo Spirito Santo: “Vieni Spirito Santo, fammi capire come amarTi, perché più ti amo, più sono in grado di capirti, più di capisco e più ti amo”. E quando si ama, ci si arrende, ci si fida.

Quante volte al Signore presente in quella richiesta gli di¬ciamo di no perché non ci fidiamo di Lui. Durante la no¬stra meditazione quotidiana ci fa magari capire che dob¬biamo impegnarci in questo senso, in quest’altro... ma il nostro è un amore ancora fragile, debole, insicuro, e di conseguenza non prendiamo in considerazione le sue richieste.

Chi è questo Gesù per noi? Che caratteristiche ha questo Gesù? Che cosa c’ha di meglio, di più bello degli altri, di più grande, di più importante degli altri, Gesù Cristo, per affascinarmi? Mi lascio affascinare? Perché mi lascio affa¬scinare da Gesù? “Tu sei il Cristo, tu sei il Salvatore, sei il Redentore”. “E voi chi dite che io sia?”. A me Pietro, a me Angela, a me Luisa, a me Daniela che cosa chiede il Si¬gnore? Sono pronto a confessare la mia fede, a manifesta¬re la mia fede? Oppure ho timore, ho paura?

È bello vedere quando uno con semplicità manifesta la sua fede! È bello!

 

don Enzo Boschetti 

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