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Monastero Mater Carmeli Biella
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S. Gemma Galgani scrive alle donne

S. Gemma Galgani

 

Dal Monastero Mater Carmeli di Biella

S. Gemma Galgani scrive alle donne,

oggi , 8  marzo 2013

 

 

Carissime tutte,

da piccola sorella ho pensato di raggiungere ciascuna di voi. Vorrei donarvi quanto Gesù ha donato a me e cioè la partecipazione alla sua Passione.

 

 

 

 

No, non spaventatevi! Non chiedo per voi sofferenze e dolori, ma al contrario vorrei donarvi la chiave per poter aprire il prezioso scrigno della sofferenza che ognuna di voi tiene chiuso nel cuore; perché ogni percorso di vita è inevitabilmente segnato da passaggi di sofferenza e delusione, prove e momenti bui. Una vita pienamente umana passa attraverso il crogiuolo della fatica.

 

Sapete che la mia storia non è stata facile.

 

La mia mamma mi ha lasciato per il Cielo quando avevo cinque anni, gli ultimi giorni della sua vita mi ripeteva: «Gemma , vuoi venire con me in Paradiso?». «Certo, mamma!”. Subito le rispondevo.

 

Ma il Signore aveva per me un cammino diverso. Fu Lui poi a domandarmi:«Gemma, vuoi donarmi la tua mamma?”.

 

E io aiutata dall’angelo custode risposi:«Certo, Gesù, se questo ti fa contento, sono contenta anche io!”.

 

Questa è la chiave che avevo ricevuto in dono dal piccolo angelo custode che mi sta sempre accanto e che Maria mi porgeva per poter accogliere in ogni momento la volontà del Signore, ripetere con fede, ripetere con amore, ripetere con trepidazione:«Certo, Gesù, se questo ti fa contento, sono contenta anche io!”.

 

Crescendo ho capito che Gesù non si diverte a farci stare male, non è Lui che genera in noi sofferenze, non è Lui che ci strappa via i nostri cari, non è Lui che vuole vederci con la tristezza nel cuore.

 

La vita bella del Vangelo è deposta nei nostri cuori attraverso il dono del Battesimo, ma la nostra fragilità umana delle volte non riesce a reggere il peso di questa eternità che già esplode nel presente; la nostra umanità ha bisogno di diventare “leggera”, i nostri occhi hanno bisogno di diventare trasparenti per scorgere il Regno di Dio già presente tra noi.

 

La sofferenza è allora come uno “scolapasta”: rimane l’essenziale, si perde il relativo, il liquido che non nutre.

 

Gesù mi ha fatto dono della partecipazione alla Sua Passione e desidera che anche ciascuna di voi partecipi con la propria vita a quello che manca ai Suoi patimenti a favore di tutto il Suo corpo che è la Chiesa.

 

Ecco la grande missione che sgorga dalla sofferenza: possiamo diventare missionari  vivendo con fede il nostro lutto, la nostra malattia, la nostra depressione, la nostra angoscia … niente è più nostro, ma tutto diventa di Cristo e da Lui offerto al Padre.

 

Vi sento sorelle e amiche in questo percorso di solidarietà con Gesù! Vi dono la mia preghiera, vi dono la serenità che Gesù ha messo nel mio cuore, serenità che mi ha permesso di non ribellarmi nella tristezza causata dalle  prove che la vita mi ha proposto.


Sapete cosa faccio per rendere le mie giornate sempre leggere?!

 

Appena mi alzo dico subito: «Signore, che vuoi da me?...sono pronta, fa’ di me quello che vuoi!».

 

E poi aggiungo: «Ogni mio respiro è Tuo; ogni mio desiderio è Tuo; ogni mio affetto è Tuo … sempre:quando spunta il giorno, quando si fa notte, a tutte le ore, in tutti i momenti!».

 

Raccomando  a Gesù tutte le cose, e così  io vivo in silenzio e nella pace del cuore. Se Gesù è tutto mio, chi potrà mai essere mio vincitore?!

 

«Ti amo, o Gesù, perché sei il mio Gesù; ti amo perché mi hai promesso, mi hai giurato di non abbandonarmi. Ti amo perché sei il mio Creatore, Tu il Paradiso mio qui in terra».

 

Il mio augurio in questa giornata dedicata a noi  donne, è quello che tutte insieme riscopriamo la nostra particolare missione che Gesù ci ha affidato: come donne siamo portatrici di vita, di gioia, di speranza.

 

In questa che sembra essere per molti versi un passaggio oscuro della storia del mondo, in ogni nostra  notte delle tenebre, abbiamo a sostegno la fede: la fede ci basta, la fede ci illumina, la fede ci rende “case” costruite sulla Roccia dove in tanti possono sostare per rinfrancarsi!

 

Vi abbraccio fraternamente,

la povera Gemma

 

 


S. Gemma è nata a Borgonuovo (Lucca) il 12/03/1878, quinta di otto fratelli; muore il sabato santo 11/04/1903. Dotata dal Signore di doni mistici, vive nella semplicità la sua vita, rivivendo nel suo corpo la Passione di Gesù in modo simile al suo contemporaneo P.Pio da Pietrelcina. 

 

 

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